QUALI SONO STATI I PUNTI CHIAVE DELLA TUA FORMAZIONE?
Più che di punti parlerei di persone, dato che a fare la differenza è sempre la qualità dei rapporti, dello scambio umano. Ho iniziato molto presto a scoprire il mondo fantastico - proprio nel senso di ‘fiaba’ - della cucina. È stata mia nonna a condurmici per mano, passo passo, tra profumi, consistenze, colori che poi non ho più potuto - voluto! - abbandonare. Certo, in seguito un’altra persona per me decisiva è stata Jean-Claude Fugier, a lungo braccio destro di Alain Ducasse e anche di Paul Bocuse: con lui ho conseguito, professionalmente, la maggiore età, sono diventato consapevole di quale precisa forma la mia espressione culinaria avrebbe assunto.




